Textus Originalis

stanziò la sua gente; quivi si empì la sua tazza; quivi ei fu educato, e il padre gli diè lezioni di letteratura. Indi prese a soggiornare in Palermo; dove pose il suo domicilio e trovò stabile dimora: egli passò i settantanni e fu lieto di [molta] prole. La sua poesia [va lodata] per felice espressione delle idee; regolare struttura [de' componimenti] e squisito sapore [de' versi]. [L'antologista] afferma che costui gli avea recitate le proprie poesie, pochi giorni prima di venire a morte. Elegia in morte di un de' capi Musulmani della Sicilia, nel qual componimento si toccano le virtù che questi adunava [in sé]. Ecco alcuni versi di questa lunga elegia, ecc. (1). § 3. Poeti dell'isola di Sicilia dei quali fa ricordo 'Abū 'al Qāsim ^Alī 'ibn Ga^far 'ibn ^Alī 'as Sa^dī, detto 'Ibn 'al Qattā^ (il figliuolo del picconiere), nel libro intitolato 'Ad Durrat 'al hatīrah ecc. (La perla preziosa, ossia scelta di versi dei poeti dell'isola). Questi sono [dice ^Imād 'ad dīn] più antichi di età e più eminenti per merito poetico [che i notati ne' due paragrafi precedenti]. Darò alcuni [squarci delle loro poesie], trascegliendo qualche perla ne' loro monili. [E primo] 'Ibn 'al Qattā^ autore della raccolta or or citata. Ei dice [di sé stesso] che nacque il quattrocentren-

Note a pie di pagina

1 nipote, non si sa, di 'Ibn 'as Sūsī. Io ho pubblicato questo frammento epigrafico nell'op. cit. Parte II, N. XXXIII. (1) Ne' due squarci, di 4 versi ciascuno, che ne dà ^Imād 'ad dīn, non si legge il nome del trapassato, né alcun particolare delle sue vicende o delle sue qualità. Ho tradotti questi versi nella St. de' Mus., III, 751.