Textus Originalis

Nel quale [ultimo] verso il poeta ha fatte tre antitesi (1). Ecco ora un suo [epigramma] sul sufismo: « Non istà il sufismo, no, nel vestir lane che rattoppi tu stesso; né in tal contegno da commuovere i grulli »: « Strider, saltare, scontorcerti, cascare in deliquio, come se tu fossi impazzato ». « Sta il sufismo nell'animo schietto, senza macchie; nel seguir la verità, il Corano, la religione »; « Nel mostrar che temi Iddio, che ti penti di tue colpe, che ne senti rammarico [da durare in] eterno ». 'Abū 'al Hasan ^Alī 'ibn 'al Hasan 'ibn 'at Tūbī (2). Secondo ['Ibn 'al Qattā^] costui fu principe degli eloquenti e capo fila de' poeti; autore di diftār (3); compositore di gioielli [letterarii]; ordinator di diwani (4); sostegno di sultani. Viaggiò in Levante; soggiornò in varie [parti di quelle] regioni. Fiorì al tempo di Mu^izz 'ibn Bādīs (5), pel quale ei dettò

Note a pie di pagina

1 (1) Letteralmente: « raffronta tre cose a tre cose ». Cioè amico a nemico; sperare a temere; promessa a minaccia. Si vede che ^Imād 'ad dīn era di facile contentatura. (2) Questo nome etnico deriva da Tūb, castello nell'Affrica propria. V. St. de' Mus., II, 518. (3) Ho spiegato il significato di cotesto vocabolo nel vol. 1°, Cap. I e VII, pag. 2, 36. (4) Dīwān, come ognun sa, vuol dire « ufizio d'azienda pubblica e raccolta di poesie ». Forse ^Imād 'ad dīn l'usa qui in ambo i significati. (5) Principe zīrīta, che regnò nell'Affrica propria dall'aprile 1016 all'agosto 1062.