Textus Originalis

lento; onde a volta a volta danno addosso ad Himyar ed a Cesare » (1). « Difendono lor territorio che [gregge estranio] non vi pascoli: se alcun male sopravviene, e' lo troncano ». 'Abū ^Alī 'ibn Rašīq gli scrisse, arrivato che fu di 'Al Qayrawān in Mazara, una epistola che principia con questi versi, ecc., alla quale 'Ibn 'as Sabbāg rispose con questi altri, ecc. (2). L'emiro Mustahlis 'ad dawlah (Instauratore della dinastia) ^Abd 'ar Rahmān 'ibn 'al Hasan, 'al Kalbī (della dinastia kalbita). V'ha di lui questi versi in una epistola, ecc. (3). L'emir 'Abū Muhammad 'al Qāsim 'ibn Nizār 'al Kalbī. Narra ['Ibn 'al Qattā^] che costui soggiornò in Egitto, dove esercitò l'ufizio di [Sāhib] 'aš šurtah (Prefetto di polizia). V'hanno di lui questi versi, ecc. (4).

Note a pie di pagina

1 (1) Cioè agli Arabi della schiatta di Qahtān, discendenti di Himyar ed ai Bizantini. Si noti che la dinastia Kalbita di Sicilia apparteneva alla schiatta di Qahtān. Il fatto al quale si allude torna al periodo corso tra il 1035 e il 1040. Cf. St. de' Mus., II, 350 segg. e 419 segg. (2) Si vegga la nota precedente. Nulla v'ha nella proposta o nella risposta che faccia al nostro argomento. (3) Son sette versi, divisi in due epigrammi. Di quel ch'è composto di 5 versi ho data a traduzione nella St. de' Mus., II, 538, nota 2. (4) Son due squarci, l'un di 3 versi e l'altro di 4.