Textus Originalis

'Abū ^Alī 'ibn Husayn 'ibn Hālid, il segretario, autor de' seguenti versi (1). 'Abū Bakr Muhammad 'ibn Sahl, il segretario, soprannominato 'Ar Ruzayq, autore de' seguenti versi, ecc. (2). 'Abū 'al Fadl Mušrif 'ibn Rāšid. 1. « Ella mosse, che il manto della notte cupo [stendeasi] e negro; né altri viaggiava che le offuscate stelle (3) ». 2. « [Triste] sera, in cui il pianto velava le pupille degli occhi miei e nel sonno scorrean segrete le lagrime ». 3. « [Sonno non già], un sopore che volteggiava attorno agli occhi socchiusi, come il devoto fa il giro della Caaba, coperta del [gran] velo ». 4. « Viaggiò la donna oltre la mezzanotte e presso il mattino sostò, attirata da un rosseggiante colle di sabbia ». 5. « Dove un tralcio di bān portava per frutto la sorgente luna, incappucciata dalle tenebre fitte ». 6. « Oh quanto l'è bella! E le par bello abban-

Note a pie di pagina

1 (1) Due epigrammi, ciascun di due versi. (2) Son tre soli. Ruzayq significa « lo stipendiuccio, la pensionuccia ». (3) Letteralmente: « le stelle imbrogliate ». Con questo nome suolsi chiamare la Via lattea; ma qui credo preferibile il significato che do nella versione.