Textus Originalis
10. « Io reco la verità nelle mie parole; né m'attento a penetrare ciò che sa Dio solo ». 11. « Ma pur vidi io [quel sire], quand'egli tenea già in pugno la possanza, [lo vidi] fatto segno un dì a' massi [scagliati dalle macchine?] e sorridere ». 12. « Lioni d'una guerra che destò ne' loro petti [gran] fiamma ed or divampa tanto più per odii antichi! (1) ». [Leggiamo] nella medesima qasīdah il seguente verso, nel quale il poeta descrivendo i morti [che giaceano sul campo di battaglia, seppe incastrare] quattro antitesi: « Allontanavali Radwān dall'aura del paradiso e Mālik li appressava all'arsura del fuoco (2) ». A creder mio, quantunque antitesi vi sia, il verso riesce confuso evidentemente nell'[ordine dei] confronti. Consideralo bene o lettore! Ecco poi de' versi tolti da un'altra qasīdah, ecc. (3).
Note a pie di pagina
1 (1) Qui ^Imād 'ad dīn tronca la citazione per lasciarci più assetati di prima e molto dispettosi della freddura rettorica regalataci da lui, in vece dei versi che avrebbero potuto rischiarare la storia. A quale avvenimento si allude? Senza dubbio alla guerra civile che aprì la Sicilia musulmana ai Normanni. Credo appormi al vero s'io veggo ne' primi versi un'allusione al viaggio di Maymūnah; la quale, abbandonando il secondo marito 'Ibn 'at Timnah, rifuggivasi presso il fratello in Castrogiovanni. Si confronti la St. de' Mus., II, 520, dove ho data la traduzione di alcuni di questi versi, ed or la correggo in parte. L'avvenimento al quale si allude è narrato a pag. 550 segg. del medesimo volume. (2) Badisi che il nome di Mālik è posto in fin del verso; e forse è questa la confusione di cui si lamenta 'Imād 'ad dīn, perchè gli guasta la simmetria del bisticcio. Mālik e Radwān sono gli angeli della morte. (3) Seguono degli squarci di due altre qasīdah e di tre altri componimenti: in tutto 26 versi, oltre i 13 che abbiamo tradotti.