Textus Originalis
di Sicilia. Avendogli un [suo] segretario indirizzati questi due versi, ecc., ei gli rescrisse: « Non voglia Iddio ch'io manchi alla [promessa] del dono che l'amico or sollecita da me »; « La mia parola io la terrò; me n'hanno distolto [finora] le vicende de' tempi (1) ». 'Abū 'al Hasan ^Alī 'ibn ^Abd 'Allah 'ibn aš Šāmī. Ecco de' versi tolti da una sua qasīdah, ecc. (2). Il qāyd 'Abū Muhammad 'al Hasan 'ibn ^Umar 'ibn Mankūd (3).
Note a pie di pagina
1 nastia e Spada della religione) 998-1019; ma cacciato Ga^far a furia di popolo, gli fu sostituito il fratello 'Ahmad, che volgarmente chiamarono 'Al 'Akhal, ed ebbe l'onorificenza di Tāyīd 'ad dawlah (Sostegno della dinastia) 1019-1038. Questi ebbe in vero un figliuolo per nome Ga^far, ma negli Annali nol veggiamo principe di Sicilia. Di due cose dunque l'una: o il compilatore confuse nomi e titoli di tre emiri, cioè Yūsuf e i suoi due figliuoli Ga^far e 'Ahmad; ovvero il Ga^far, figliuolo di quest'ultimo, nello scompiglio che seguì dopo la uccisione di 'Ahmad, fu gridato emiro ed ebbe dalla corte del Cairo lo stesso titolo dell'avolo Yūsuf. I suoi due versi stanno bene ad un principe in partibus. Si veggano i nostri Cap. XXXV, XLVIII e L nel 1° vol. 444, e nel II, 140 e 200. (1) Il distico del Segretario non è meno insipido che la risposta del suo signore. (2) Son tre versi e poi altri cinque, divisi in due epigrammi. ^Ibn 'a s Šāmī vuol dir il figliuolo del Siro. (3) Su questo nome etnico, scritto talvolta Mankūt, si vegga la St. de' Mus., II, 420, nota. Si riscontri nella nostra versione il nome di ^Abd 'Allah 'ibn Mankūd, Mankūt, Mankūr e Matkūt. Questi due ultimi sembranmi errori di copia: il secondo,