Textus Originalis

'Abū 'al Fath 'Ahmad 'ibn ^Alī 'aš Šāmī (di Siria). ['Ibn 'al Qattā^] dice che questi fu l'ornamento degli eruditi e il più chiaro tra' suoi contemporanei (1). Ecco de' versi suoi, ecc. (2). Aggiugne il [suddetto] autor della 'Ad Durrah, ecc. Quand'io componea questo mio libro, lo pregai di mandarmi qualcosa della sua poesia. Ond'egli mi scrisse: ecc. (3). Il giureconsulto 'Abū 'al Qāsim ^Abd 'ar Rahmān 'ibn 'abī Bakr, 'as Saraqūsī (il Siracusano). [Ecco de' versi] suoi, ecc. (4). 'Abū ^Abd 'Allah Muhammad 'ibn Qāsim 'ibn Zayd, 'al Lahmī (della tribù arabica di Lahm) segretario e cadī (5). Ecco uno squarcio d'una sua qasīdah, ecc. (6). ^Abd 'al Wahhāb 'ibn ^Abd 'Allah 'ibn Murāk. Ecco de' versi suoi, ecc. (7).

Note a pie di pagina

1 (1) Letteralmente: « La stella frontale del morello ». Il vocabolo dahmā, femminile, tra' varii significati, ha quelli di morello e di moltitudine. ^Imād 'ad dīn bisticcia al suo solito tra il color del cavallo e la torba degli eruditi. (2) Tre soli. (3) L'epistola è di sei versi. (4) Dodici versi in cinque squarci. (5) Dall' Husn 'al muhādarah di 'As Suyūtī, Capitolo su i cadī del Cairo; si ritrae che 'Abū ^Abd 'Allah prese quel magistrato il 544 (1149-50) ed ebbe il titolo onorifico di 'Ar Rašīd. Si vegga, su cotesti titoli e su i rifuggiti Siciliani fatti cadī al Cairo, il § 8 del presente Capitolo, pag. 476, nota 1. (6) Due soli versi. Poi altri 20 in cinque squarci diversi. (7) Nove versi in tre squarci.