Textus Originalis
« Spegne sì il fuoco a notte innoltrata; ma [per attirare gente alla bettola] usa, in vece di candela, l'odor della sua botte (1) ». « Dal suo nappo sorge una stella, che guida i notturni viaggiatori infine all'aurora ». § 5. Dalla classe dei [poeti] che ricorda 'Ibn Bašrūn nel suo [libro intitolato] 'Al Muhtār (2), i quali appartengono allo 'Al Magrib 'al 'Awsat (3) ch'era dominio de' Banū Hammād, ed occupollo ^Abd 'al Mūmin (4). Il giureconsulto 'Abū Hafs ^Umar 'ibn Fulfūl. Dice ['Ibn Bašrūn] che questi fu segretario, intimo amico e confidente del Sultano di quel paese, Yahyà 'ibn 'al ^Azīz, lo Hammādita. Fu esimio prosatore. La sublimità del suo stile mostra qual [vena d'] eloquenza gli abbia data [la virtù di produrre] quell'incantesimo [che senti] nella sua prosa rimata. Ripiglia ['Ibn Bašrūn]: L'emiro ^Abd 'Allah 'ibn ^Abd 'al ^Azīz, quand'io mi trovai con esso
Note a pie di pagina
1 Cap. LIX a pag. 342, nota 3, e 358, nota 3, di questo volume. Il poeta allude forse al segno della croce che si facea sul petto con un libretto di preghiere. (1) Il testo ha d i n n: l'anfora di forma antica. Si noti l'allusione al « coprifuoco » normanno. (2) Il titolo intero si vegga nel Cap. LXXXV, Bibl., testo, pag. 705. Questa antologia fu scritta il 561 (1165-6). V. Dozy nel Catalogo de' mss. arabi di Leida, vol. II, pag. 263. (3) Cioè il Magrib di mezzo: la costiera di Barbaria tra Bugia ed Orano. (4) A, fog. 72 verso. B, fog. 55 recto. ^Abd 'al Mūmin s'impadronì del territorio de' Banū Hammād nel maggio 1152.