Textus Originalis
E in morte del figliuol di Ruggiero il Franco, principe di Sicilia, compose un'elegia che principia con: 1. « Qui si piange! Oh quante lagrime scorron dagli occhi e dalle palpebre! [Qui si traggon alti] guai! O come struggonsi i cuori e i petti! » 2. « La splendidissima luna s'è nascosa: il mondo è oscurato; crollan le pietre angolari della virtù e della gloria! » 3. « Ahi! quand'egli fu arrivato a piena bellezza e maestà, sì che superbivan di lui le sommità della possanza e i paesi [dov'egli ebbe soggiorno] », 4. « Allora lo rapì di furto la instabil sorte; la sorte che tradì la sua gloria ». 5. « E tali d'ogni luna (1) le fasi: quand'è piena, la vicenda del tempo vuol ch'ella scemi, e sì la cancella (2) [a grado a grado] ». 6. « Ragion è che si pianga per lui con lagrime, che scorrendo su le guance [bagnan] perle e coralli »; 7. « Che petti ardano; anime ammalino; affanni aggravinsi; cordogli ingrossino »; 8. « Sgorghino afflizioni; occhi abbondino di pianto, e ne cresca tanto l'onda da scontrarsi col fuoco [de' cuori] ». 9. « Lo piangono le sue tende, i suoi palagi; le spade e le lance gli fan da prefiche ».
Note a pie di pagina
1 (1) Ricordisi che la luna, nel parlare degli Arabi, non cade in que' significati ridevoli che ha presi appo noi in lunario, lunatico, mal di luna ecc.; ma è regolatrice del calendario religioso e civile, e la consuetudine rettorica vuol che serva di paragone ad un bel giovane. (2) Mi torna or meglio la lezione di B (Bibl., 602, nota 2), che porta il verbo, in vece del nome d'azione dato dal codice A.