Textus Originalis
§ 8. Dal capitolo che abbraccia alcuni poeti venuti dal Magrib in Egitto e in altri paesi [di levante] (1). Va messo tra i poeti di Sicilia l'emir Sayh 'ad dawlah (L'anziano della dinastia) ^Abd 'ar Rahmān 'ibn Lūlū, principe di Sicilia (2). Costui mi recitò alcuni versi di 'At Tāhir 'al Harīrī, nei quali descriveasi un cavallo; ed egli stesso dettò sul medesimo argomento que' che seguono, ecc. (3). 'Al Qādī 'ar Rašīd (il cadī giusto) 'Ahmad 'ibn Qāsim, il Siciliano, un degli immigrati in Egitto, dov'egli fu promosso a cadī dei cadī, al tempo del [vizir] 'al 'Afdal. Al quale egli presentossi un dì, tenendo in mano un calamaio d'avorio intarsiato di corallo e recitò [quasti due versi]. « Si rammollì il ferro [nelle mani di] David, per virtù di una [suprema] possanza: sì ch'ei lavorollo in maglia, a suo piacere (4) ». « Ed ecco che per te si rammollisce il corallo, ch'è pur durissima pietra e difficilmente si trova ». Avendo 'Al 'Afdal fatto tirar un canale [infine] al [cimitero di] Qarāfah (5), [il cadī 'Ahmad gli
Note a pie di pagina
1 (1) A, fog. 133 r.; B, fog. 100 v. (2) Di questo emiro non si trova alcun vestigio negli annali. Il nome Lūlū, che significa « perla », è di que' che si usava dare agli schiavi: ond'io lo supporrei liberto de' Kalbiti, o di alcuno degli emiri signori che lor succedettero. I copisti saltarono, com'è parmi verosimile, il nome dello ufizio. (3) Due soli versi. (4) Si vegga il Corano, XXXIV, 10. (5) Qarāfah, campagna fuor la porta meridionale del Cairo, la quale ne ha preso il nome. Vi rimane gran numero di monumenti sepolcrali, che sono stati illustrati dal Dott. A. F. Mehren nel Gravmonumenter paa Kerafat ecc. Copenhagen, 1869, in 4°.