Textus Originalis

[prometti] di accoglierlo a braccia aperte [al suo ritorno] ». 3. « O tu che se' in volto splendidissima tra le lune (1), o bellezza [delle membra] che s'ascondon sotto il velo (2) », 4. « O sorella di Giuseppe, il mio cuore nell'amor tuo è fratello del nappo (3) ». 5. « Bada! s'è' m'avvien di coglierlo appo di te e tu se' chiarita ladra di cotesta roba », 6. « Sì ch'io ti strapperò dalle mani de' tuoi, come uomo [strappa all'usurpatore] il proprio campo, o il beneficio militare (4) ». 7. « O [bell']anima vivi pur sicura! non ti atterr scano queste vicende; non ti sgomentino »:

Note a pie di pagina

1 (1) Letteralmente: « compimento delle lune ». (2) Ho avuto per un momento la tentazione di tradurre questa frase col verso dell'Ariosto: « Le parti che coprir solea la stola; » ma ho poi pensato che un poeta di corte orientale non avrebbe osato mai tanto; e che il vocabolo qinā^ significa una specie d'acconciatura del capo ed una specie di velo che non scende oltre la cintura, come si vede dal Dozy, Vêtements, pag. 375-8. (3) Suwā^, come nel Corano XII, 72, dove è chiamata così la tazza che Giuseppe il Giusto nascose nel sacco di grano di Beniamino, per avere diritto a ritenerlo schiavo. La voce fratello è messa per antitesi a sorella e non significa altro che « somigliante ». Il poeta dice alla donna che se si troverà il suo cuore presso di lei, ella diverrà di diritto sua schiava. (4) Traduco « avere » l'arabo mulk « piena proprietà », e « beneficio militare » l'arabo 'iqtā^, ossia « stabile assegnato temporaneamente con obbligo del servizio militare ». V. St. dei Mus., II, 140.