Textus Originalis

3. « Che pur m'è forza di chiedere a' fulvi [cameli] un'opra, che affaticherà le loro zampe e le gobbe (1) ». 4. « Mi bollono in mente [mille] speranze, né so a quale io m'appigli. Ma che? [Lasciamo] il successo ai Destini! » 5. « Su alma! non prendere per compagna l'accidia! Ti alletta sì; ma l'è perfida amica ». 6. « E tu patria! poiché mi abbandoni, andrommene a star nei nidi delle aquile generose! ». 7. « Di terra io nacqui e tutta la Terra m'è patria; tutti gli uomini son miei congiunti! » Questo [concetto, dice l'antologista], risponde a quello di 'Ibn 'al Mu^tazz (2). « In questo mondo se tu hai ricchezze, eccoti divenuto signore ». « Ti basti [poi] per genealogia l'aspetto, che dimostra a tutti come tu discendi da Adamo ». Risponde anco al pensiero di un altro poeta, che disse: « Gli uomini si rassomigliano perfettamente l'uno all'altro: [si vede che] il padre loro fu Adamo ed Eva la madre ». Ritorniam ora alla poesia [di Mus^ab]. 8. « Non mi mancherà un cantuccio su la faccia della Terra: se ve n'ha alcun vuoto [qui, ed io lo prendo], e se no, ne trovo un altro [in altro] posto ».

Note a pie di pagina

1 (1) Questi primi tre versi, seguiti immediatamente dal settimo, si leggono nella Historia Abbadid del Dozy, II, 146. Nel secondo emistichio del 2° verso e nel primo del 3° seguo una lezione diversa. (2) Su questo poeta si vegga il Cap. LIX, § 3, del presente volume, pag. 317, nota 2.