Textus Originalis

CAPITOLO LXIV. Dallo 'Ahbār 'al mulūk, ecc. (Notizie dei re e sollazzo offerto al monarca ed allo schiavo, nelle biografie degli antichi poeti fin dai tempi preislamitici), opera di 'Al Mālik 'al Mansūr (il re vittorioso) principe di Hamāh (1). 'Abū Bakr 'ibn Hamdīs, 'as Siqillī (il Siciliano) [detto] il vizir dal doppio ufizio (2). Ei fu singolare, anzi unico nell'età sua: che nessuno rivaleggiò con lui nell'arringo di alcuna scienza; nessuno gli stette a fronte in palestra di guerra, né di pace; nessuno potè contrastarlo in fama filosofica. La memoria di lui è nota tra i dotti e gli egregi, come il cippo [che accenna da lungi la via]. Poeta ei fu maraviglioso e lodatissimo; tra i più belli suoi versi notansi i seguenti (3).

Note a pie di pagina

1 (1) Codice della Bibl. pubblica di Leida, n. 639. Si vegga il catalogo del Dozy, II, pag. 288, n. 884. Debbo gli estratti di quest'opera allo stesso professore Dozy. (2) Pag. 167 del codice. Il titolo dato a questo poeta significa letteralmente « esercente i due visirati », che s'intende civile e militare. Par che il compilatore confonda il padre ^Abd 'al Gabbār col figliuolo 'Abū Bakr. I due visirati non furono reali: credo si alluda con quelli al doppio pregio di scrittore e di guerriero. (3) Cod., pag. 167. Seguono quattro versi.