Textus Originalis
La nazione dei Greci antichi era Sabea, che venerava le stelle e il suo culto consistea nell'adorazione degli idoli. I dotti di questo popolo eran chiamati falāsifah, il singolare del qual nome è fīlusūf e suona in arabico « amante della scienza ». Presso i Greci antichi i filosofi erano uomini di altissimo stato e tenuti luminari della scienza; poich'essi coltivavano seriamente tutti i rami delle discipline matematiche e logiche, delle cognizioni fisiche e teologiche e della legislazione, sia rivelata o sia politica. Al dire dei dotti versati nella cronologia dei popoli, Empedocle (1) visse al tempo del profeta David, sul quale sia la pace. Credesi che Empedocle abbia appresa la filosofia dal savio Luqmān in Siria. Passato in Grecia, cominciò a sostenere, circa la creazione dell'universo, delle opinioni che apparentemente oppugnavano la credenza nella vita futura: ond'egli salì in fama appo alcuni. Su quell'argomento egli scrisse un trattato, che io ho visto tra i libri dello šayh 'Abū 'al Fath Nasr 'ibn 'Ibrahīm 'al Muqaddasī (il Gerosolimitano), legati alla [moschea principale di] Gerusalemme. Aristotile scrisse contro questo filosofo, sostenendo che quanti seguono la sua opinione e tengon le sue dottrine su questo proposito son da annoverare tra i materialisti. Supponeano alcuni che Empedocle [avesse parlato] in enimmi: ma chi ben consideri, vedrà che in generale questa è sofisticheria dei [cementatori]. Dal canto nostro noi non abbiam trovata nessuna di
Note a pie di pagina
1 (1) A cominciare di qui l'articolo di Zūzanī è compendiato da Ibn 'abī 'Usaybi^ah, codici di Parigi, Suppl. ar., 673 e 674, il primo dei quali noterò A, il secondo B. Il paragrafo comincia in A, a f. 22 recto, ed in B, a f. 40 verso con le seguenti parole: B.n.d qa līs. Dice il cadī Sā^id che Empedocle visse al tempo di David, ecc.