Textus Originalis
le viste d'uomo religioso ed austero, e ingannò la gente con queste apparenze; sì ch'ebbe seguaci e discepoli. Ma scoperto infine il segreto delle sue opinioni e il vizio dell'insegnamento suo, chi lo abbandonò, chi gli rimase fedele; [pur] la scuola durò. Egli avea parola efficace da arrivar bene all'intento suo. Nacque il martedì sette di ša^bān dell'anno dugensessantanove (19 febbraio 883) e morì il mercoledì quattro di šawāl dell'anno trecendiciannove (20 ottobre 931), all'età di cinquant'anni e tre mesi. Si ritrae chiaramente che Empedocle fu il primo a sostenere l'unità delle varie qualità attribuite al Sommo Iddio, e che quelle tornin tutte ad un solo ente; perocché quando si attribuisce a Dio la sapienza, la bontà e la possanza, questo non vuol dir che siano in lui tante qualità diverse quante tornano a ciascuno di quei diversi nomi. Egli è unico realmente, da non potersi moltiplicare secondo i diversi aspetti: e ciò al contrario di tutti gli altri esseri; perocché l'unità negli esseri creati si oppone alla pluralità, sia delle parti, sia delle volontà, sia degli aspetti; ma l'essenza del Creatore, che Egli sia lodato ed esaltato, trascende tutti questi ragionamenti. Così fatta dottrina delle qualità [divine] fu professata da 'Abū 'al Hudayl (1) Muhammad 'ibn 'al Hudayl 'al ^Alāf, 'al Basrī (2). Empedocle scrisse il libro della metafisica e il libro delle orazioni (3).
Note a pie di pagina
1 (1) D ha 'Abū 'al Hudayl 'al 'Alāf 'al Basrī e così finisce l'articolo di Empedocle. (2) E qui finisce anche C. I titoli dei libri attribuiti ad Empedocle leggonsi soltanto in A e B, cioè ne' due codici di 'Ibn 'abī 'Usaybi^ah. (3) Mayāmir, al singolare mīmar, voce derivata dal siriaco, è il titolo che si dà alle omelie, negli scritti arabici cristiani