Textus Originalis
'Aršmīdis (Archimede) (1) il filosofo matematico (2) fu dei Greci antichi; visse in Egitto, dove perfezionò la sua dottrina e apprese dagli Egiziani varie parti di geometria: perocché essi da tempo antichissimo coltivavano quelle scienze. Dettò Archimede belle e celebri opere. Il predicatore 'Amīn 'ad dīn (Il fidato della religione) 'Abū 'al Hasan ^Alī 'ibn 'Ahmad 'ibn Ga^far 'ibn ^Abd 'al Bāqī, 'al 'Abanī, 'al 'Utmānī, 'al 'Amawī, 'al Qiftī (3), l'uomo il più illustre che io abbia mai conosciuto, per erudizione, nobiltà d'animo, eloquenza e varietà di dottrine, mi ha raccontato il seguente fatto. Io ho conosciuti, egli dicea, molti dottori dei primi del nostro paese, e tutti credeano che colui che fece emergere il terreno della più parte dei villaggi dell'Egitto e fondò gli argini (4) che mettono in comunicazione un villaggio con l'altro durante la piena del Nilo, fu Archimede, e ch'egli compié quest'opera per commissione di un dei re del paese. Nella più parte dei villaggi d'Egitto gli abitatori, quando vedeano arrivare le acque del Nilo, temendo di affogare, soleano abbandonar le case loro e salire sui monti vicini, dove rimaneano fino a che le acque non si ritirassero. Quando
Note a pie di pagina
1 (1) P, pag. 57; D, fog. 21 verso. Casiri dà il testo del presente paragrafo nella Bibl. ar. Hisp., I, pag. 384. Noterò le sue varianti con la lettera C. D, ha 'Aršmīdūs. (2) Riyādī. Propriamente significa dato alle scienze che nella letteratura araba si addimandano riyādīāt, su le quali si vegga il nostro Cap. VII, § 1, vol. I, pag. 35. (3) La lezione 'Amawī è stata proposta dal Fleischer, in vece di 'al 'Umūr che si legge in A, in B, ed anche in D, mancando al tutto in C. (4) G u s ū r, singolare g i s r, « ponte, argine, rialto ». Credo non si possa dire propriamente di ponte sopra parecchi archi.