Textus Originalis

ziare una mano di que' Cristiani medesimi che l'aveano espugnata, e ne portò via degli statichi; tra i quali lo šayh, [specchio] di virtù del paese, 'Abū 'al Hasan 'al Furriānī; il cui figliuolo ^Umar 'ibn 'al Husayn rimase a governare Sfàx e le province dipendenti da quella. Era ^Umar uomo audace e intraprendente. Il padre, nell'accomiatarsi da lui [per andare in Sicilia], gli disse: « O figliuol mio, io son vecchio e mi sovrasta la morte. Io fo lascito della mia vita ai Musulmani. Se ti si presenta l'occasione [di sollevarti] contro questi Cristiani che rimangono qui, usala tu e lasciami uccider pure! ». L'anno cinquantuno (25 febb. 1156 - 12 febb. 1157) 'Abū ^Alī (^Umar) mandò ad effetto i voleri del padre: sorse contro i Cristiani stanziati in Sfax; i quali furon tutti trucidati senza perdita di tempo. Giuntane la notizia al tiranno di Sicilia, Guglielmo figliuol di Ruggiero, ei fé' mettere ai ceppi lo šayh 'Abū 'al Hasan; gittollo in una prigione, e mandò [un ambasciatore] al figliuolo ^Umar, minacciando di mettere a morte il padre, s'egli non tornasse alla ubbidienza. Il messaggiero [ritornando appo il re] diceagli: « Arrivato a Sfàx, non mi fu concesso « di sbarcare. La dimane sentii nella città un grande « schiamazzo; indi schiusa la porta di mare, uscì la gente « salmeggiando: Massimo è Dio; non v'ha Dio se non