Textus Originalis
corressero nel pubblico le denominazioni. Ripiglia 'Ibn Gulgul: Passò in Ispagna l'opera di Dioscoride, tradotta da Stefano, coi nomi parte tradotti in arabico e parte no. In questa condizione la fu adoperata in Levante e in Spagna, sino al tempo di ^Abd 'ar Rahmān 'ibn Muhammad [soprannominato] 'An Nāsir, monarca della Spagna (1). 'Armānīūs (Romano) re di Costantinopoli, una volta, s'io non m'inganno il trecentrentasette (11 luglio 948 - 30 giugno 949), mandò ad 'An Nāsir delle lettere e dei presenti di grandissimo valore; tra i quali il testo greco, ossia ionio, di Dioscoride, figuratovi le piante con ammirabil arte rumi (greco-romana) e insieme con quello, [gli mandò in dono] il libro di Orosio l'istorico, ch'è la cronica dei Rum, e contiene maravigliose vicende dei tempi, racconti degli antichissimi re, ed altre cognizioni molto utili. Romano, nella lettera indirizzata ad 'An Nāsir, lo avvertiva non potersi cavar costrutto dal libro di Dioscoride se non si trovasse un uomo che sapesse ben tradurre il greco, e al tempo stesso conoscesse i semplici [descritti e figurati nel libro]. « Se v'ha nel tuo paese, continuava Romano nella sua lettera, chi ben sappia ciò, tu potrai adoprare utilmente quel trattato. Circa l'opera di Orosio, tu hai presso di te in Ispagna dei Latini che lo possono leggere nell'originale, i quali, se tu lo vuoi, tel potranno tradurre in arabico». Or in quel tempo, ripiglia 'Ibn Gulgul, non era tra i Cristiani di Cordova, chi leggesse il greco, o ionio antico che voglia dirsi; onde il libro di Dioscoride
Note a pie di pagina
1 (1) ^Abd 'ar Rahmān, III.