Textus Originalis

lingua) (1), nel quale egli annovera tutti i vocaboli che si allontanano dalle regole comuni. Tra costui ed 'Abū ^Abd 'Allah Muhammad 'ibn 'abī Sa^īd 'ibn 'Ahmad, detto 'Ibn Saraf, 'al Qayrawānī, seguirono dei litigi e delle vicende che lungo sarebbe a raccontare. Onde [le tralasciamo] proponendoci di scrivere conciso. § 3. 'Abū 'al ^Alā Sā^id 'ibn ^Isā 'ar Raba^ī 'al Bagdādī (d'una delle tribù arabiche Rabī^ah, da Bagdad) il lessicografo (2), autore del Kitàb 'al fusūs [Il mosaico], apprese le tradizioni in Levante da 'Abū Sa^īd 'as Sīrāfī (3), da 'Abū ^Alī 'al Fārisī (4) e da 'Abū Sulaymān 'al Qattābī (5). Ei venne in Spagna sotto il regno di Hišām 'ibn 'al Hākim e il governo [del suo vizir] 'Al Mansūr 'ibn ^Amir (6), verso il trecento ottanta (990-91). Oriundo della provincia di 'Al Mawsil (Mossul), egli passò in Bagdad. Fu dotto in lessicografia, erudizione e storia:

Note a pie di pagina

1 (1) Nella versione del baron De Slane, « words which have a rare or exceptional signification ». Ma il significato di š ā d d è più generale secondo Lane, applicandosi anche alle forme ed ai modi di dire. (2) S, I, 322; W, III, 123, n. 300; C, I, 323. Versione inglese, I, 632. (3) Cioè della città di Sīrāf in Persia, cadì e filologo, morto in Bagdād nel X secolo dell'era volgare. V. 'Ibn Hallikān, vers. De Slane, I, 377. (4) Ossia il Persiano. Grammatico dello stesso X secolo. V. De Slane, op. cit., I, 379. (5) Tradizionista, giurista e filologo dello stesso secolo. V. De Slane, op. cit., I, 476. (6) Il famoso Almanzor di Spagna.