Textus Originalis

mano, ma non mi sovviene dond'io l'abbia cavata. Ho visto bensì scritto di mano d' 'Ibn 'al Qattā^ il suo nome [in questa forma]: ^Alī 'ibn Ga^far 'ibn ^Alī 'ibn Muhammad 'ibn ^Abd 'Allah 'ibn 'al Husayn, 'aš Šantarīnī (da Santarem), della (tribù di) Sa^d 'ibn Zayd Manāt 'ibn Tamīm (1): del resto [la vera genealogia] la sa Iddio. Egli fu uno dei principi dell'erudizione, specialmente in lessicografia. Abbiam di lui delle opere utili, tra le quali il Kitàb 'al 'af^āl (Il libro dei verbi), pieno di belle [spiegazioni] e superiore al « Libro dei verbi » di 'Ibn 'al Qūtīah; la quale opera, a dir vero, è più antica. Dettò inoltre il libro intitolato 'Ibniat 'al 'asmā' (Le costruzioni dei nomi), ampio trattato [grammaticale] che abbraccia tutte [le forme] e mostra quanto profondamente egli abbia studiato. Dettò un bello, anzi egregio trattato sui metri; e inoltre la 'Ad durrat 'al hatīrah, ecc. (La perla preziosa), antologia dei poeti dell'isola; e il Lamh 'al mulah (Sguardo su le bellezze letterarie), nel quale ei raccolse [degli squarci] di molti poeti spagnuoli. Nacque 'Ibn 'al Qattā^ in Sicilia, il dieci safar del quattrocentrentatrè (9 ottobre 1041) e studiò l'erudizione con gli uomini illustri dell'isola, come 'Ibn 'al Barr (1),

Note a pie di pagina

1 (1) Si vegga Caussin de Perceval, Essai, ecc. Tavole VIII e XI. (2) Va corretto 'Ibn ^Abd 'al Barr, come si legge ne' cenni che danno di lui 'Ad Dahabī ed 'As Suyūtī, nella Bibl., Cap. LII e LXXVI, pag. 648, 671, 672 e 676 del testo. Secondo que' due biografi, ebbe nome Muhammad 'ibn ^Alī 'ibn 'al Hasan. Lo Suyūtī aggiugne il soprannome di 'Abū Bakr; e lo Dahabī, ch'egli vivea fino al 450: la qual data si accorda bene con l'età del suo discepolo ^Alī 'ibn 'al Qattā^, nato il 433 e morto il 514 o 515. Da