Textus Originalis

dei qāyd di Sicilia. [Abbiamo anco di lui] il Hayr 'al bišar bihayr 'al bašar (I migliori annunzi circa il migliore tra gli uomini); il Kitàb 'al yambū^ ecc. (Sorgenti della spiegazione del Corano egregio), che è opera voluminosa; lo ('Anbā') Nugabā 'al 'abnā' (Notizie de' fanciulli illustri); le glose marginali della Durrat 'al gawwās (La perla del marangone) di 'Al Harīrī, l'autore delle Maqāmāt; il comento delle stesse Maqāmāt di 'Al Harīrī, doppio comento, cioè uno grande ed uno piccolo; ed altre belle ed eleganti composizioni. Ho letto in principio di questo comento delle Maqāmāt che 'Ibn Zafar notava aver conosciuta la detta opera di 'Al Harīrī per mezzo del tradizionista 'Abū 'at Tāhir 'as Silafī; il quale la tenea dall'autore stesso. Si dicea comunemente che 'As Silafī, avendo visto 'Al Harīrī nella moschea gāmi^ di Bassora, in mezzo a un cerchio di uditori ai quali leggea le Maqāmāt, domandò chi fosse costui e gli fu risposto: « Un che inventa menzogne e le va dettando alla gente ». Raccontavasi che a ciò 'As Silafī tacque; ma non si accostò ad 'Al Harīrī: del resto quale sia il vero, Iddio lo sa. Si racconta [inoltre] che lo šayh Tāg 'ad dīn 'al Kindī, del quale abbiam fatta già menzione (1), disse: « Avendo avuta una pensione sul diwān di Hamāh ed essendomi recato perciò in quel paese, mi trovai in una brigata insieme con 'Ibn Zafar sopraddetto, e sorse tra noi due una disputa intorno la

Note a pie di pagina

1 (1) 'Al Kindī, fu grammatico e letterato di molta fama, nato in Bagdad il 1126 e morto a Damasco il 1217. V. la Versione inglese, I, 546.