Textus Originalis
grammatica e la lessicografia. Io gli feci alcuni quesiti grammaticali, nei quali egli s'imbarazzò; e lo stesso, poco più o poco meno, gli avvenne disputando di lessicografia. Quando l'adunanza stava per disciogliersi, 'Ibn Zafar disse: lo šayh Tāg 'ad dīn è più dotto di me in grammatica ed io più dotto di lui in lessicografia. « La prima cosa è sicura, diss'io, ma la seconda non regge » e così ci separammo ». 'Ibn Zafar fu piccolo di statura, laido d'aspetto e non bello in viso (1). Corrono [tra gli eruditi alcune] poesie d' Ibn Zafar: io ho trovati nelle raccolte che si attribuiscono a lui i seguenti due versi, ecc. (2). ^Imād 'ad dīn 'al 'Isbahānī, nel libro dell' 'Al Harīdah (3) reca parecchi epigrammi di lui, tra i quali questi due versi, ecc. (4). 'Ibn Zafar, nato in Sicilia, fu educato alla Mecca; si tramutò in varii paesi; e alla fine della sua vita soggiornò nella città di Hamāh, nella quale egli morì, che il Sommo Iddio abbia misericordia di lui, l'anno cinquecentosessantacinque (25 sett. 1169 - 13 sett. 1170). La povertà travagliollo senza posa infino alla morte: [giunse] a tale ch'egli, come si dice, per bisogno e dura necessità, stando in Hamāh, diè una sua figliuola in sposa ad uomo di condizione non pari alla sua; il quale, portata via la giovane da Hamāh, la vendette in altro paese. Il nome Zafar è infinito d'un verbo
Note a pie di pagina
1 (1) Così S, e 'Al Fāsī che trascrive 'Ibn Hallikān, come nel nostro Cap. LXXIII, pag. 660 del testo; ma W, ed 'Al Maqrīzī nel nostro Cap. LXXIV, pag. 667 del testo, hanno: « laido d'aspetto, se non ch'egli era bello in viso ». (2) Sopprimo i versi. (3) V. il Cap. LXIII, § 9, pag. 477 segg. (4) Sopprimo i versi.