Textus Originalis

« M'ha respinto [qui]: senza ch'io lo chiedessi, ha fatto ciò ch'io bramava ». « Così talvolta [vedi] cascare un asino; e gli è magagna dell'asinaio ». [È da sapere che] si trovava in Sicilia un ambasciatore del principe d'Egitto; che imbarcatosi quello ambasciatore per ritornare a casa, 'Abū 'al Futūh accompagnossi con lui, e che essendo stati ricacciati in Sicilia da' venti, il poeta dettò i versi che abbiam testé trascritti. Questo libro [dedicato ad 'Abū 'al Qāsim] è ricordato da ^Imād 'ad dīn 'al 'Isbahānī nella Harīdah [e propriamente] nel cenno biografico ch'ei dà intornò 'Ibn Qalāqis, dove inserisce parecchi squarci di be' componimenti suoi in verso e in prosa rimata, ecc. (1). § 10. Dalla biografia di 'Abū Muhammad Yahyà 'ibn 'Aktam 'ibn Muhammad 'ibn Qatan 'ibn Sam^ān 'ibn Mušannag, 'at Tamīmī, 'al 'Usaydī, 'al Marwazī (della tribù di Tamīm, ramo di 'Usayd, nato in Marw del Hurāsān) della linea di 'Aktam 'ibn Sayfī 'at Tamīmī, l'Hākim (il Savio) degli Arabi (2).

Note a pie di pagina

1 (1) Il poeta 'Ibn Qalāquis, il qual ultimo vocabolo significa cóloquinte, al plurale, nacque in Alessandria il 1137: morì in ^Aydāb sul mare Rosso il 1172, e fu molto in voga nella letteratura secentista del suo tempo. Abbiam dati de' versi suoi qua e là nel Capitolo XI. (2) A, fog. 326 verso; B, 234 recto; W, X, 28, n. 803; C, II, 322 e segg.; versione inglese, IV, 33. Su questo Savio, che gli Arabi nella gioventù di Maometto faceano arbitro di loro litigi, si vegga Caussin de Perceval, Essai, II, 579. Del resto la vita Yahyà 'ibn 'Aktam, celebre giureconsulto e