Textus Originalis
sua terra. [Costei] viene al mare ed ecco scatenarsi gli aquiloni ». 5. « Mi fa perdere [ormai] la speranza d'arrivarla; che dimora di là da' deserti, dominati da venti letali ». 6. « Quel geloso lì si caccia il sonno dagli occhi, per tema di vedere in sogno ch'io ed ella siamo insieme ». 7. « Passa i giorni a [pensare] quant'era presso il nostro soggiorno, e rimpiange di non avere badato a ciò che avvenne ». 8. « L'aere minacciava (1) fulmini e rovescio di pioggia: si vedean già i lampi guizzare, che rassembravano i serpenti sili (2) ». 9. « Ma quando avvampò [tutto] il cielo e il tuono ululò, e grondò l'acqua dalle palpebre delle negre nubi », 10. « [Io rimasi come agghiadato] dal morso del serpente, [e parea bello e spacciato] (3): lo schianto della folgore e lo spruzzo della pioggia [mi costringeano] come [avrebbe fatto] la voce e lo sputo dell'incantatore e crudelmente mi tormentavano ». 11. « Ecco che ho ricordata Raiā (4): oh come dimenticarla? Ed ecco tornarmi a mente un dolore che sempre s'innasprisce ».
Note a pie di pagina
1 (1) Prendo questo verbo secondo la lezione del testo, anziché seguir quella del Fleischer. C, ha bimuzn che significa « con delle nubi pregne » [di tempesta]. (2) Si vegga il Cap. XLV, a pag. 65 e 68 di questo volume. (3) Salīm letteralmente « consegnato ». Indi significa specialmente « morsicato dal serpente », ovvero « ferito a morte ». (4) « Odor soave, come sostantivo: come aggettivo femminile, godente nel dissetarsi, o grassoccia ». Qui è nome proprio di donna.