Textus Originalis
12. « Quando noi ci incontrammo, vestendo entrambi i panni del pellegrinaggio (1) e col [detto]: A' tuoi comandi o Signore! (2) cacciammo i cameli, [onde] questi si volsero qua e là », 13. « Io [feci un passo avanti e] la guardai: le gobbe de' miei animali si confondeano (3) con le teste protese de' suoi ». 14. « Disse [alle sue compagne]: Qual di voi conosce quel giovane? Ei mi dà noia con le occhiate sue lunghe lunghe! » 15. « [Una rispose]: L'ho visto che, rimettendoci in via, ci camminava a paro; se tu tenevi il camelo, ed ei teneva ». 16. « Allora io pregai le sue due compagne: palesatele che per lei muoio d'amore. Risposero: Ti farem buoni ufizi ». 17. « [Io ripigliai]: Ditele [di parte mia], o Umm
Note a pie di pagina
1 (1) 'Ihrām. Per gli uomini un pannilano che scende dalla cintura ed uno che copre il busto: del rimanente tutti ignudi. Le donne, oltre le solite vesti, portano un gran manto che copre il capo. (2) Due codici hanno rabbā « Signore » e due raiā « O Raiā » e così leggono il Fleischer e il traduttore inglese. Non ostante queste due grandi autorità, preferisco la prima lezione. È rito che i pellegrini ripetano sempre nel viaggio Labbayka ^Allahumma « A' tuoi comandi o Gran Dio »! Mi par chiaro che il poeta abbia potuto sì, per cagion del verso, sostituire al secondo vocabolo l'equivalente « o Signore », non mai nominare Raiā in vece d' 'Allah. I Musulmani non fanno di tali scherzi. (3) Letteralmente: « Le gobbe, ecc. sembravano le teste protese ». Ho voluto chiarire la posizione aggiugnendo che il giovine avea dato un passo avanti, com'era necessario per guardare e farsi guardare. Parmi che il traduttore inglese, dando un altro significato all'ultima parola abbia smarrito il senso di tutto il verso.