Textus Originalis

23. « Per la mia vita! non ve l'ho avvertito io che quel ragazzo copre il discorso con tante frasi, che somiglia a un mantello variopinto [del Yaman]? » 24. « Non v'affidate a ciò ch'ei vi domanda con insidiose parole: e ditegli [piuttosto di parte mia]: Vedrai or ora chi di noi sappia meglio [spiegare] i presagi ». 25. « Tu speravi di compiere in Mina le tue brame, e quivi [ti sei comportato in guisa] da offendere la mia riputazione »; 26. « Pure le vesti da Pellegrini ti doveano ammonire ch'era vietato di trovarci insieme e che io dovea resistere alle tue voglie ». 27. « Basti. Pon mente ai sassolini ch'io gitterò (1): ti accorgerai che il mio viaggio sarà molto lontano da' tuoi paesi ». 28. « Apri ben gli occhi alla corsa ch'io farò la notte della fuga (2): sì che fia ratta! Dimmi ora chi è più dotto indovino! » 29. « Non ho mai visti due che s'amino al par di noi: ma le lingue hanno due tagli affilati ». 30. [Ripiglia il poeta]: « Se non fosse costei dalla [chioma] lussureggiante (3), dal sottil cinto, da' denti di perle, dagli occhi negri, e dalle lunghe ciglia »,

Note a pie di pagina

1 (1) I pellegrini il dì della festa, ritornando da Mina, debbono gittare de' sassolini contro il diavolo, in certi posti dove la mitologia araba narra ch'egli comparve ad Abramo e questi, consigliato dall'angelo Gabriele, cacciollo a sassate. (2) Dopo i riti celebrati ad ^Arafāt i pellegrini ritornano correndo a chi più più, alla valle di Mina. Questa si chiama la fuga e si capisce bene che ne segue grandissima confusione. (3) Leggo ^agann, secondo l'ultima proposta che ha fatta il Fleischer nelle Nuove Annot., pag. 56-57. Tra' varii significati di