Textus Originalis
46. « Le Rudaynite (1) [lance], luccicanti al nuovo sole, rassembrano i serpenti 'Arqam (2) quand'e' dardeggiano tra i vapori [del mattino] ». 47. « [L'esercito s'avanza: già] si dissipano le tenebre dalle armadure; eccolo biancheggiante; ma i raggi del sole s'imbattono nel polverio: [la massa] imbrunisce », 48. « [Che] leva tanta polve da oscurare il sole; ma l'opra dei brandi su le teste [de' nemici] non languisce [in quelle tenebre] ». 49. « Ogni anno un esercito valica [lo Stretto] al tuo cenno; [corre] sovr'essi a domandar con la punta della lancia [il tributo e, ricusatogli], dà il guasto ». 50. « Appena si rifanno essi delle ferite dell'altra stagione e se ne mitiga il dolore, tu sorgi tosto a riaprire lor piaghe ». 51. « Oh quanti hai lasciati [sul terreno], ignudi [sì, ma] camuffati il viso: che hanno la fronte irta di capelli e rabbuffata la barba! (3) ». 52. « Ecco la spada che sì ben tagliava nella sua pendice: fu ripiegata e cascò a terra; or ti sembra un fuscello ed era lunga e curva [come un'antenna] (4) ».
Note a pie di pagina
1 (1) Sottili e diritte lance, così dette dal luogo dove si fabbricavano, o dall'armaiuolo, o da una donna, Rudaynah, che vuol dir « la piccola filatrice ». Gli eruditi non son d'accordo su l'etimologia. (2) Serpenti bianchi e neri che si crede inseguan l'uomo. (3) Credo che l'egregio traduttore inglese abbia errato supponendo la lezione che lo porta a rendere « scoperto il collo dalla barba ». La lezione della Bibl., seguita anche nell'edizione del Cairo, sta molto meglio. I Bizantini non tagliavan capelli né barba. (4) Dissento anche dal baron De Slane nella interpretazione di questo verso, d'altronde molto oscuro pei doppi significati. Il vocabolo che ho tradotto molto liberamente « fuscello » vuol dire « cosa pie-