Textus Originalis

'Al Qālī (1). Sopravvenute in Ispagna le guerre civili, Sā^id partì per l'isola di Sicilia; dov'egli morì in grave età, circa l'anno quattrocentodieci (1019-20). 'Abū Muhammad 'ibn Hazm dice ch'egli morì in Dallaliah (?) (2) l'anno quattrocendiciannove (1028- 1029). Tāhir 'ibn Muhammad 'ibn 'ar Raqbānī, il lessicografo siciliano, abitò la Sicilia... (3) e lo chiamavano il vizir. Al suo tempo non visse uom più dotto di lui in lessicografia e lingua araba, né più elegante scrittore di prosa e poesia in questo idioma. Nobil uomo, valente, illustre e riverito da tutti; venian d'ogni parte i dotti [per conversare con lui] e trovavano in esso un mare immenso [di scienza]. Di lui abbiamo delle poesie.

Note a pie di pagina

1 (1) Questo luogo del testo mi sembra mal copiato. Trattandosi degli stessi autori e delle stesse opere, ho corretto secondo il passo analogo del Cap. LXVIII, a pag. 515 del presente volume. (2) Il codice ha D.ll.l..h. Supposi io già che fosse scrittura erronea di Sakalīah, ma trovo nel Mu^gam di Yāqūt, (ediz. Wüstenfeld, III, 479) questo articolo: « Dalīla (l'ultima « lettera è y) quasi della forma fa^īla del vocabolo dalal, « standovi l'ultima y, come segno del genere femminile. Dalai è « il contrario di qašd. È nome di luogo. 'Ibn 'al 'Qattā^ « nell'Ibniat ('al 'asmā', ecc., V. qui appresso Cap. LXXVI e « LXXXV), reca questo vocabolo col maddah in fine e lo scrive « Dalīlā, nel capitolo de' vocaboli con lettera raddoppiata ». Non sappiam altro di cotesto luogo. Sembra verosimile che appartenesse alla Sicilia, poiché se ne fa parola nel presente paragrafo ed è citato dal Siciliano 'Ibn 'al Qattā^. (3) Manca qui un vocabolo che significherebbe l'aglabita, ossia della tribù arabica di Taglab; ma dubito molto di così fatta origine.