Textus Originalis
'Abd 'ar Rahman 'ibn 'Atīq 'ibn Halaf (il Siciliano), lettor del Corano e grammatico, chiamato 'Ibn 'al Fahhām (il figliuol del carbonaio) [è noverato] tra i più grandi lettori del Corano e tra coloro che fecero il viaggio d'Oriente per ricercare appo i dottori le lezioni [varie del sacro libro]. Ei conobbe in Egitto 'Ibn 'al H..lmī, 'Ibn ..fs, ^Abd 'al Bāqī 'ibn Fāhin (1), 'Abū 'al Husayn 'al Wārī ed altri, l'anno quattrocentottantotto (1095). Egli apprese la grammatica da 'Ibn .ā.sād -. Scrissene un bel trattato e rimase in Egitto, attendendo alle lezioni [del Corano] e ad altri studii, dall'anno ottantotto in poi. Nacque il (quattrocento) cinquantaquattro (1062) e morì il cinquecentosedici (1122-3). ^Alī 'ibn 'Ibrahīm 'ibn ^Alī, soprannominato 'Abū 'al Hasan, siciliano e grammatico, detto 'Ibn 'al Mu^allim (il figliuol del pedagogo). Egregio in grammatica e lessicografia; insegnò medicina ed oneirocritica e fu buon calligrafo. Morì, come si dice, l'anno cinquecentrentadue (1137-8). ^Alī 'ibn Ga^far 'ibn ^Alī 'as Sa^dī (della tribù arabica di Sa^d), il Siciliano, chiamato 'Ibn 'al Qattā^, lessicografo, grammatico e segretario, illustre figliuol d'uomo illustre, nacque in Sicilia l'anno quattrocentrentatrè (1041-2); studiò l'erudizione appo gli egregi [professori] del paese, ed arrivò al sommo grado di perfezione nella scienza grammaticale. Egli compose
Note a pie di pagina
1 (1) Correggasi Fāris, come nell'articolo analogo del Cap. CI, App., testo, pag. 59.