Textus Originalis

dato appo 'Ibn Rašīq, gli disse: Voi due, segnacoli entrambi di virtudi e dottori del popolo di 'Al Qayrawān, recati da' meriti vostri in alto stato ed estesa rinomanza, voi non dovevate, no, lacerarvi scambievolmente la pelle, né dar a mangiar a' nemici la carne l'uno dell'altro! « [Ebbene], rispose ['Ibn Rašīq], va [dunque a trovare] 'Ibn Šaraf ». [Andato l'amico] vide che quegli inclinava alla pace e s'accostava alla mansuetudine. Scusossi con lui 'Ibn Šaraf dell'averlo fatto scendere [di casa propria] e salire [in casa sua] e gli die doppia sicurtà [del suo proposito], con la lingua e con la mano. [Dal suo canto] 'Ibn Rašīq or si prestava [alla riconciliazione], ed ora trovava ostacoli; oggi buon volto e domani facea il muso; ma 'Ibn Šaraf non volle mai sciogliere ciò che aveva annodato, né disdire ciò che avea promesso. Io narrerò adesso [ripiglia Šihāb 'ad dīn] alcuna delle notizie date da 'Ibn Bassām su questo 'Ibn Rašīq; ma abbrevierò le parole dell'autore, stralciadone al mio solito le inutili prolissità. Racconta ['Ibn Bassām] che 'Abū ^Abd 'Allah 'ibn 'as Saffār (1), il Siciliano, rifuggitosi in 'Al Qayrawān, conobbevi 'Ibn Rašīq e che questi, quand'ebbe presa dimestichezza con lui, gli confidò l'angoscia ch'ei sentiva per l'amore di un ragazzo, e lo pregò di andare insieme con lui a veder questo [prodigio di bellezza]. Messici in cammino, diceva 'Abū ^Abd 'Allah, arrivammo alla [contrada dell'] arte dei gioiellieri, quand'ecco un giovane, che parea la luna piena: liscia ed olezzante avea la pelle; un polverio

Note a pie di pagina

1 (1) Saffār è lavorator di rame o fonditor di bronzo.