Textus Originalis

d'ambra sovrastava d'ambo i lati alla canfora del suo collo (1): [avresti creduto che] il sospetto d'un mal pensiero lo ferisse, [poiché] lo sguardo fiso sopra di lui gli facea sanguinare [le guance]. Ma 'Abū ^Alī com'egli fu visto dal garzone, tal turbamento lo prese che gli portò via tutto il sangue dal volto (2); ond'io gli recitai questi due versi di 'As Sanūbirī, ecc. (3). Ed ei mi rispose: O 'Abū ^Abd 'Allah (4) per Dio, non l'ho mai guardato in faccia, senza sentirmi venir meno. Pur mi conforta la tua [presenza] e mi calma la dolcezza della tua parola. [Sappi] con ciò ch'io non oso mai di rinfrescarmi l'occhio [contemplando] il suo volto raggiante ecc. (5). Ripiglia il Siciliano ('Ibn 'as Saffār): Or io tanto feci per racconsolare questo 'Abū ^Alī, ch'egli mi svelò il segreto delle [sue relazioni] con quel giovane: e giuro che non v'ho scoperto alcun fatto che si possa giudicare men che onesto. Essendo poi ritornato [nel luogo dove incontrai] quel giovane gioielliere, messomi un giorno a seder nella sua bottega, cominciai a chiaccherare ed a ripetere qualcosa de' discorsi di 'Abū ^Alī. Mi accorsi che il giovane d'un subito mutò colore; tacque alquanto, poi prese un pezzetto di carta (6) e scrissevi: « Il segreto

Note a pie di pagina

1 (1) I capelli biondi ricascanti sul collo bianco. (2) Letteralmente: « e gli portò via l'acqua dal volto ». L'acqua del volto in arabo vuol dir l'onore, il contegno: ma qui significa l'umore, ossia il sangue, come è spiegato nelle linee seguenti. (3) Sopprimo i due versi. (4) Era uso tra amici di chiamarsi col soprannome, anzichè col nome proprio o col patronimico. (5) Metto da canto una tiritera di spasimi in prosa rimata e in verso, e passo allo scioglimento della commedia, fog. 89 recto. (6) Sihāh.