Textus Originalis

[è il] monile del cuore. S'io tolgo l'uno, l'altro rimane disadorno ». Ripiegò il foglio, me lo porse ed aggiunse: « Ho messe qui poche parole ed una sentenza da ser« bare gelosamente. Quando vedrai 'Abū ^Alī fa di « avvertirlo che l'amante, s'egli tace è compassionato, « s'egli va strombazzando, è fuggito. E tu dopo [aver « consegnato] questo [biglietto] non ti metterai a scio« rinare il mio segreto: [sappi] che s'egli persiste a fare « il cascamorto per me, non gli permetterò mai più di « farmi visita; lo rimeriterò con [fargli versare] onde « di pianto e [fargli provare] lunghi strapazzi. E giuro, « per quest'affetto ch'ei dice di portarmi e per questo « strepito del piagnisteo ch'ei fa per mia cagione, giuro « ch'io non intendo sgombrargli il petto da' sospiri, né « le costole dal carbone che v'arde, né le palpebre dalle « lagrime ». Recatomi [ripigliava il Siciliano] da 'Abū ^Alī io gli porsi il biglietto ed ei lo lesse. Gli riferii dopo ciò il discorso del giovane e se l'ingozzò. Poi diè in un tal sospiro che mi parea gli si squarciassero le costole: e alfine mi domandò: « Oh dimmi s'egli giurò « proprio con quelle parole? » « Sì », replicai: ed egli: « Vuoi adesso ch'io metta in prosa rimata tutto quel che m'hai riferito, [e ch'io l'accomodi] in guisa da farti credere che leggessi proprio il discorso di quel giovane? » « Accidente, gli risposi, e perchè non lo fai? » Egli allora [improvvisò] i seguenti versi, ecc. (1). Dice 'Ibn Bassām: « So da un vizir di Siviglia che una volta ^Abbād (2) mandò un suo mercatante in Si-

Note a pie di pagina

1 (1) Dopo molti versi su quello e sopra altri argomenti, il codice ripiglia come qui appresso. (2) 'Abū ^Amr ^Abbād 'ibn Muhammad, soprannominato 'Al Mu^tadad, regnò in Siviglia, dal 1042 al 1069.