Textus Originalis
cilia, dove si trovava 'Ibn Rašīq, il quale avea sentito parlar tanto bene di quel principe, che gli era venuto tal desiderio avvicinarglisi, qual ne sente il vecchio padre per la sua tènera prole. 'Ibn Rašīq, saputo l'arrivo di cotesto mercatante, gli si ficcò in casa; si messe a frequentarlo ed a sollecitarlo affinchè lo recasse [in Siviglia] e lo favorisse appo ^Abbād. Il mercatante gli facea promesse, gli dava speranze e usava con lui famigliarmente: fintantoché, calmati i venti e reso praticabile il corso nell'arringo del mare, egli si dileguò: andò per gli affari suoi, lasciando 'Ibn Rašīq in compagnia delle proprie speranze. Il mercatante [tornando in Siviglia] riferì l'accaduto all' ^Abbād, gloriandosi del [bel tiro che avea fatto]; ma il principe lo punì severamente: confiscandogli ogni suo avere. Poscia 'Ibn Rašīq pensò di far il viaggio per mare, ma sbigottì: e il suo coraggio non l'aiutò tanto da farlo entrare in nave. Al qual proposito ei dettò questi due versi, ecc. Fa menzione di lui 'Ibn Hallikān, dicendo ch'ei fu uno degli uomini più egregi ed eloquenti; autore di belle opere; tra le quali il Kitàb 'al ^Umdah (La colonna) (1); l' 'Anmūdāg (Il tipo) (2); la Qurādat 'ad dahab (Le pagliuole d'oro) (3); lo 'Aš šudūd (Le anomalie). Altri dice che il padre d' 'Ibn Rašīq era schiavo rūmī, e che 'Ibn Rašīq morì in Mazara,
Note a pie di pagina
1 (1) Abbiam detto di questo libro nel Cap. LXVIII a pag. 512 del presente volume. (2) Haggī Halīfah, I, 468, N. 1392. Cf. St. dei Mus., II, 502, nota 4. (3) Op. cit., IV, 509, N. 9394.