Textus Originalis
munito d'una torre a ciascun angolo, due circolari e due ottagono, e tra l'una e l'altra, nel mezzo d'ogni cortina, è una torre quadrata. Gira tutt'intorno al castello un parapetto basso (1), fuor del quale è condotta una larga fossa. Noi smontammo alla distanza di un miglio dal castello; dove ci si presentò lo šayh dei Nakkāriti, il quale, al par che lo šayh dei Wahabiti, era fuggito dall'isola al primo momento del nostro arrivo, temendo l'uno e l'altro per la propria vita. Posati che noi fummo nell'isola, l'uno al par che l'altro ci scrisse chiedendo l'amān, che fu concesso; e però venne [tosto] il nakkārita, e alcuni giorni appresso il wahabita. Riuniti ch'essi furono, si obbligarono entrambi a soddisfare la contribuzione posta sopra la gente loro, e poi andaron via il giorno istesso, a fin d'attendere a ciò che occorrea [per compiere la promessa]. Durò due mesi interi la oppugnazione del castello; nel quale noi trovammo un presidio molto ben preparato a sostenere l'assedio e [pronto] a difendersi a tutta possa con la mano e con l'ingegno. Il gran numero di gente che avevamo nell'esercito fu de' precipui motivi che ci obbligarono a partire da quest'isola: perocchè non v'era lì da nutrir [tanta gente], e non si potea aver di fuori se non che piccola quantità di vittuaglie, insufficiente al bisogno. Comprendemmo allora ch'era molto ardua la espugnazione, e che il castello si potea prender soltanto con lungo blocco; onde ci parve meglio di allontanarci dall'isola e di compiere la parte principale [della nostra spedizione], cioè di rassettare il Bilād 'al garīd, e
Note a pie di pagina
1 (1) Fasil.