Textus Originalis
[Va noverato] tra' suddetti (1) Sulaymān 'ibn Muhammad, 'as Siqillī (il Siciliano), col una lucida percezione fé' terso (2) lo specchio [dell'intelletto]; diè alla sua lampada l'apparenza di raggiante sole mattutino; e per suo mezzo guarì le infermità della letteratura e ne fé' cessare i lai. Dice 'Ibn Bassām: A quanto ne ho saputo, di fu dotto, erudito e poeta, e capitò in queste nostre regioni l'anno quattrocenquaranta (1048-9); lodò parecchi principi del paese e con la sua grande erudizione fu onorato appo i grandi. Si leggono di lui i seguenti due versi, ecc. [È da noverare] tra' suddetti (3) 'Abū 'al ^Arab, il Siciliano. Fu eccellente nell'arte metrica, e quella ei fé' doventar come grosso fiume, al quale chi s'avvicina non può rimanere assetato. Egli incanalò quel fiume là dove impaludava; raffrenò i suoi rami lussureggianti; ravvivò, con la irrigazione di quelle acque, nelle guance di essa arte [metrica] le rose, le quali pria non erano altrimenti inaffiate che dalla pioggia: onde avvenne che [per opera di lui] prendessero color più vivo. Fu 'Abū 'al ^Arab quegli che dotò quest'arte di tutti i nomi tecnici e che fece copia dei proprii lumi a una carovana di guasta mestieri. L'arte visse disadorna finch'egli non la addobbò; ignobile
Note a pie di pagina
1 (1) Fog. 179 verso. Si veggano su questo Sulaymān i nostri Cap. LXI, LXII e LXIII, a pag. 420, 434 e 457 del presente volume. (2) Saqal « pulire del metallo » ha le stesse lettere radicali del nome Sicilia. Come lasciar fuggire questa bella occasione di fare un bisticcio? (3) Foglio 180 verso.