Textus Originalis

finch'egli non la esaltò; confusa finché non vi spuntò l'alba sua lucente: rimase piena di errori, finché i suoi raggi non sfolgorarono appieno ne' più remoti [paesi di] Levante (1). Nei quali egli percorse una via che sapea buona, e insegnò ai poeti della sua nazione a cogliervi i più bei fiori. Indi spirò per lui un vento propizio, che lo sollevò dalla cattiva fortuna; assicurò la sua luna piena che non giugnesse mai allo scemo; gli mandò successivamente le nubi [che lo rinfrescassero nel viaggio]; spinse verso di lui nelle aurette mattutine i profumi [della poesia]; gli condusse a nozze le [bellezze poetiche] verginelle, e accrebbe grazie alle spose. Dice 'Ibn Bassām: « Usò costui la lingua più pura che mai si parlasse dagli Arabi di queste regioni: ei fu stella venuta dall'Oriente (2) in [questi paesi] occidentali. Tra i più celebri aneddoti suoi mi è stato raccontato, ch'egli appresentossi un giorno a corte di 'Al Mu^tamid ('ibn ^Abbād, principe di Siviglia), al quale era stata recata gran copia di monete di argento. 'Al Mu^tamid gliene diè due borse piene. Erano esposti dinanzi il principe parecchi lavorìi d'ambra, un dei quali in figura di camelo, intarsiato di bellissime gemme: 'Abū 'al ^Arab allora improvvisò [questo verso]: « A portar cotesto monete, che Iddio ti dia vita, non ci vuol manco di un camelo ». Si messe a ridere 'Al Mu^tamid e gli donò quel gingillo, ma 'Abū 'al ^Arab ripigliava estemporaneamente:

Note a pie di pagina

1 (1) Si ricordi che 'Abū 'al ^Arab era nato in Ponente. (2) Il poeta era Siciliano e l'antologista scriveva in Spagna.