Textus Originalis
« e respinta la seconda ». Egli conobbe ancora il tradizionista 'Abū Tāhir 'as Silafī, dal quale apprese tradizioni; ed anco dal cadī 'Abū Bakr Muhammad 'ibn ^Abd 'Allah 'ibn 'al ^Arabī. Egli scrisse il Sulwān 'al mutā^ soggiornando in Sicilia, l'anno cinquecencinquantaquattro (23 genn. 1159-11 genn. 1160). Il tradizionista Gamāl 'ad dīn Yūsuf 'ibn 'Ahmad 'al Yagmūrī (della famiglia berbera di Yagmūr) dice essergli stato riferito dal pio sayh 'Abū 'al Hasan ^Alī 'ibn ^Abd 'Allah 'ibn Yūsuf 'ibn Hamzah, 'al 'Ansārī, 'al Qurtubī (Cordovano, oriundo di Medina), detto comunemente 'Al ^Ābid (il devoto), aver costui veduta alla Mecca una copia del Sulwān 'al mutā^ opera d' 'Ibn Zafar, su la quale era scritto di man dell'autore il lascito di essa al ribāt del califo sotto la ispezione di Qutb ['ad dīn] 'Ibn 'al Qastalānī; il qual volume era il doppio di quello che corre per le mani di tutti (1). Leggeasi in principio di quella copia del libro: « Avendomi un re di egregii fatti e di rette inten« zioni comandato di scrivere per lui un libro che « confortar potesse il conturbato animo suo e [fosse « composto] su lo stile di Dimnah e Kalīlah (2), « volentieri io mi prestai a compier questo desiderio. E il [suddetto 'Al ^Ābid aggiugneva] il nome e la genealogia di quel re. Ecco alcuni versi di 'Ibn
Note a pie di pagina
1 (1) Su quest'altra compilazione del Sulwān si vegga la mia Introduzione alla versione italiana, Firenze, 1851, pag. LXIII e 214-222. Che fossero i r i b ā t si è detto nella nota 1, pag. 18 del 1° volume. (2) È il notissimo libro di favole orientali, intitolato Calila e Dimna.