Textus Originalis
giugno 972) e tennevi [allora] la solenne adunanza. Nel giro della cupola che sorge dalla prima alia (1) a dritta del Mihrāb (nicchia alla quale si volge la preghiera) e del pulpito, Gawhar fece scrivere dopo il Bismillāh (2) queste testuali parole: « Edificata « per ordine del servo e walīy (3) di Dio 'Abū Tamīm « Ma^add 'al Mu^izz lidīn 'Illāh, Principe dei Cre« denti, che le benedizioni di Dio [scendano] sopra di lui, « sopra i suoi progenitori e i suoi discendenti nobilissimi, « a cura dello schiavo di esso, Gawhar, il segretario « Siciliano: e ciò l'anno trecensessanta (4 nov. 970 - 23 « ott. 971) ». La prima congregazione vi fu celebrata il sette di ramadān dell'anno trecensessantuno (22 giugno 972), ecc. (4). § 3. Dal capitolo su la città di Tinnīs (5). L'anno trecenquarantotto (14 marzo 959 - 2 marzo 960) vennero dalla Sicilia alcune navi che depredarono la città di Tinnīs (6).
Note a pie di pagina
1 (1) Il testo di Būlāq non ha qui la lacuna del testo di Parigi che notai con puntini nella Bibl., e che non ha ragione di essere. (2) Cioè la formula: Nel nome del Dio, ecc. (3) Si vegga la spiegazione di questo vocabolo nel nostro Cap. LIX, § 8, a pag. 351 del presente volume, nota 4. I Fatimiti pretendeano, come ognun sa, ad una connessione con la Divinità più stretta che quella di ogni altro mortale. (4) Ho voluto aggiugnere queste ultime parole all'estratto stampato nella Bibl., cavandole dal testo di Būlāq, nel quale le date rispondono esattamente: il che ho fatto per mostrar che non è da attribuire a sbaglio la diversità della data tra la iscrizione e il racconto del Maqrīzī. È naturale che nel monumento la data sia stata scritta materialmente pria che fossero compiti tutti i lavori. (5) B, tomo I, pag. 180. (6) I Fatimiti non s'erano insignoriti per anco dell'Egitto. Gawhar entrò nella capitale ne' primi di luglio 979.