Textus Originalis
Barr ^at T amimī (della tribù arabica di Tamīm), [il quale afferma che] questa forma dettero gli Arabi in lor lingua al nome [della detta isola], il quale in lingua rūmī era Sakīh (1) Eilīyah, che significano « fico ed ulivo ». A cosìfatto significato accennava l'erudito ed elegante [poeta] 'Abū ^Alī 'al Hasan 'ibn Rašīq, lodando la Sicilia coi due versi, ecc. (2), nei quali le parole « Iddio celebrò il significato di tal nome con un giuramento » alludono al versetto del Corano: « Giuro pel fico e per l'ulivo » (3). La Sicilia fu conquistata [da' Musulmani] l'anno dugento dodici (827-8) e venne in mano dei Cristiani l'anno quattrocencinquantacinque (4 genn. a 24 dic. 1063) (4). Muhammad 'ibn 'abī 'al Farag 'ibn Farag 'ibn 'abī 'al Qāsim, soprannominato 'Abū ^Abd 'Allah, 'al Mālikī 'al Kattānī 'as Siqillī (dottore malikita, linaiuolo, Siciliano), detto 'Ad Dakīy 'An Nahwī (l'Acuto grammatico), fu dotto in grammatica, lessicologia e in altri rami di erudizione. Oriundo della Sicilia [isola del] Magrib, egli andò a Bagdad, nel Hurāsān, ed a Gaznah; girò quei paesi e arrivò finalmente nell'India. Egli attaccò briga con parecchi 'imām (dottori); e in fine si messe a
Note a pie di pagina
1 (1) A ha S a j l a h. (2) Si veggano i detti versi nel 1° vol., p. 350-351. (3) Sura, XCV, 1. (4) Si legge in margine, a caratteri affricani di altra mano e con qualche sbaglio d'ortografia: S.qlīah, i Cristiani in oggi la chiamano S.hīlīah. Tra questa isola e Malītah (Malta) corrono ottanta miglia ed anche meno.