Textus Originalis

'ibn Muhārib (1) 'ibn Sa^d 'ibn Hazām 'ibn Sa^d 'ibn Mālik 'ibn Sa^d 'ibn Zayd (2) Manāt 'ibn Tamīm 'ibn Murr 'ibn ^Udd 'ibn Tābihah 'ibn 'Alyās 'ibn Mudar 'ibn Nizār 'ibn Ma^ad 'ibn ^Adnān, 'as Sa^dī [detto] 'ibn 'al Qattā^ il Siciliano (3). Scrive Yāqūt che costui fu in Egitto l' 'imām (dottore principe) del suo tempo nella lingua arabica e nei varii rami dell'erudizione; che studiò con 'Abū Bakr il Siciliano, dal quale apprese il [dizionario] di 'Al Gawharī intitolato 'As Sihhāh. Egli dimorò al Cairo, facendo da maestro al figliuolo [del vizir] 'Al 'Afdal, figlio di 'Amīr 'al Guyūš (4). Dice 'As Safadī che i critici egiziani gli apponeano poca esattezza nelle citazioni; e questo perchè, quand'egli giunse in Egitto, domandatogli di quel dizionario, disse non averlo avuto per anco alle mani (5); ma poi, vedendo quanta premura n'aveano quegli eruditi, egli vi appiccicò un 'isnād (6) e così su la sua fede fu messa in corso quell'opera.

Note a pie di pagina

1 (1) Si confronti 'Ibn Hallikān, qui sopra a pag. 517. (2) A, aggiugne 'Ibn. (3) B, abbrevia questa genealogia, dandone gli ultimi termini soli: ^Alī 'ibn Ga^far 'ibn ^Alī 'As Sa^dī, detto 'Ibn 'al Qattā^ il Siciliano. (4) Di 'Al 'Afdal abbiam già fatta menzione nel Cap. LXIII a pag. 448 di questo volume. Il padre di lui era stato anche vizir dei Fatimiti di Egitto. (5) Secondo S: « non era arrivato a loro », ma sembra lezione erronea. (6) L' 'isnād « appoggio » o « citazione », giustificava la autenticità di una tradizione o di un'opera coi nomi di coloro i quali l'avean comunicata l'uno all'altro per successive licenze, incominciando dall'autore, pei libri, e dal compagno di Maometto, per le Tradizioni.