Textus Originalis
Tutti i giudizi dei Musulmani erano resi dal cadī e dal wālī, senza che il [comandante] cristiano vi prendesse alcuna parte. Rimase Tripoli sotto la dominazione dei Cristiani per dodici anni, poco più o poco meno, fino a che gli Almohadi non conquistarono la più parte dell'Affrica [propria]. Allora i Cristiani, temendo che i cittadini di Tripoli non appiccassero pratiche con gli Almohadi, vollero suscitare nimistà tra gli uni e gli altri, e comandarono ai Tripolini che, predicando dal pulpito [delle moschee], dicessero male degli Almohadi. Rincrebbe questo ai Tripolini; i quali ebbero ricorso al loro cadī, 'Abū 'al Haggāg; e questi, fattosi mediatore tra loro e i Cristiani, notificò di parte del popolo al governatore cristiano, che non era possibile di ottener ciò [ch'egli pretendeva], perocché l'accordo stipolato era stato che i Cristiani non obbligassero i Musulmani ad alcun atto ripugnante alla loro religione: e di certo ripugnava alla religione il dir male dei proprii correligionari. [Conchiudeva il cadī] che, se non fossero contenti [i Cristiani a questo modo di osservare i patti], i Musulmani lor consegnerebbero il paese e andrebber via. Il [governatore] cristiano acquetossi; e Dio, ch'egli sia lodato, ispirò al popolo di Tripoli il fermo proponimento di sollevarsi contro i Cristiani e liberarsi dalle mani loro. Tenner segreta la cospirazione; e in una notte designata dianzi, asserragliarono le vie della città con travi e funi, per impedire la carica dei cavalli. Si levò il rumore nella terra; onde affrettaronsi i Cristiani a montare in sella e spronarono; ma i cavalli non trovaron campo da stendersi al corso, onde i cavalieri furon presi con le mani [senza poter combattere], e il paese tornò alla dominazione dei Musulmani.