Textus Originalis
un palagio edificato da 'Al Mansūr 'ibn 'A^lā 'an Nās in Bugia: « Vivi [or tu lunga vita] nel regio castello; e che ti conceda gloria Colui il cui tempio è stato decorato per lodevol opera tua (1) »! Dopo [i versi che ho riferiti, il poeta] passa a dir d'una vasca, dove [sorgean] degli alberi d'oro e d'argento, da' cui rami usciano [degli zampilli] d'acqua in varie direzioni. [Descrive] altresì dei lioni che gittavan acqua anch'essi da' margini della vasca. Ecco i suoi versi, ecc. (2); Il poeta ripiglia [intessendo] le lodi di 'Al Mansūr e finisce nel tenor che segue, ecc. (3). Or io non ho mai letta qasīdah che possa stare allato a questa, sì per le immagini fresche e vivaci e sì per le espressioni dilicate e brillanti con che il poeta arriva ai più sublimi effetti dell'arte. Se non che a parer mio v'ha un difetto, un sol difetto, ch'è la chiusa col vocabolo tadmīr (distruzione). Che che ne sia di ciò, il bello e il buono son menati [quasi] a guinzaglio da questo ^Abd 'al Gabbār 'ibn Hamdīs, trovatore di bellissimi concetti, massime quand'egli prende a descrivere edifizii e vasche. In questo [genere di componimenti] non avvi idea graziosa ch'egli pretermetta; né
Note a pie di pagina
1 (1) Op. cit. in continuazione. Si vegga il citato nostro Cap. LIX, § 11, lettera b, pag. 367, 368. A questo primo verso, che non inserii nella Bibl., ne seguono nel testo di Leida altri 19. Il compilatore poi ripiglia come qui appresso. (2) Op. cit., I, 323. Seguono 25 versi. (3) Op. cit., I, 323. Seguono tre versi, dopo i quali il compilatore ripiglia come qui appresso.