Textus Originalis

lascia ad altri [il campo da spigolarne alcuna. Merita lode] similmente la descrizione ch'ei fa d'una vasca, nella quale l'acqua scorrea da cannelle adattate a' rostri di uccelli ed alle bocche di giraffe e di leoni. Coteste [delizie ammiravansi] in un castello celebrato diffusamente da 'Ibn Hamdīs con lunga qasīdah [della quale ecco alcuni versi] (1): « Qui l'acqua [sembra] corrente d'argento, liquefatto negli alberi dell'artifizio, ecc. (2) ». Cotesti due componimenti sono di 'Ibn Hamdīs, come si attesta nel Manāhig (3). Ancorché lunghi, essi mostrano il genio creatore del poeta e quella originalità [di espressione] che non arriva mai all'orecchio degli uomini colti senza [riscuoterne] il plauso. § 3. Leggesi quanto segue nel Badāy^ 'al Badāyah (4).

Note a pie di pagina

1 (1) Avvertasi che la qasīdah comincia col verso che abbiam dato nel Cap. LIX, § 11, lettera b, secondo il codice vaticano del Dīwān. In quest'ultimo poi si trovano alcuni de' versi dati da 'Al Maqqarī, ed altri vi mancano. (2) Artifizio o gioco d'acqua, come anche si dice, è qui evidentemente il significato di s ā d u r ā n, che poc'anzi ho tradotto « cannelle » con pari certezza. Le cannelle facean parte dell'artifizio. Si confronti il Dozy, Suppl., I, 715. (3) Manāhig o Mabāhig 'al Fikr, di Gamāl 'ad dīn Muhammad 'ibn 'Ibrahīm, 'al Watwāt 'al Warrāq, Cosmografia del XIII secolo dell'era volgare. (4) Questo paragrafo e i due seguenti non furono inseriti nella Bibl., né pur nell'Appendice. Ne do qui la versione secondo la edizione di Leida, II, 410. Lo squarcio era stato già pubblicato dal Dozy, Abbadid., II, 152, dove il dotto editore avvertì che il Badāy', ecc. (Le maraviglie della poesia estemporanea) è opera di Gamāl 'ad dīn 'abū 'al Hasan ^Alī 'ibn Zāfir, morto il 623 dell'egira (1226) e che ve n'ha un codice nella Bibl. di Copenhagen, e fors'anche uno all'Escuriale, 418 (2) di Casiri.