Textus Originalis

« Racconto di ^Abd 'al Gabbār 'ibn Hamdīs, il Siciliano, ecc. (1). Ripiglia l'autore del Badāy^: ora 'Ibn Hamdīs trasportò questa immagine in un'altra descrizione contenuta nel verso: « L'aria ha cosparso di gragnuola il terreno: oh che belle perle da vezzo, se gelassero! ». Ma il poeta ha sciupata la immagine col vocabolo barad (gragnuola) seguito dal verbo gamada (gelare) poiché la gragnuola non è se non che acqua congelata dal freddo. Oh Dio (aggiugne 'Al Maqqarī), ma la espressione « se gelassero » può significare « se la congelazione durasse »: ed in questo caso sta bene il detto del poeta, perchè se ne potrebbe far una collana davvero. § 4. Dice ^Abd 'al Gabbār 'ibn Hamdīs (2). Andato in Siviglia presso 'Al Mu^tamid 'ibn ^Abbād, passai qualche tempo senza che il [principe] si rivolgesse a me, né facesse attenzione alla mia persona. Scoraggiato e deluso, io non ne potea più e pensava già di volger le spalle e battere le calcagna, quando una sera, sedendo nella mia stanza, vidi comparire un paggio che recava [in mano] un doppiere ed [a guinzaglio] un cavallo; e mi disse: Obbedisci al sultano! Montai subito a cavallo ed arrivato alla pre-

Note a pie di pagina

1 (1) Il compilatore cita con poche varianti il racconto d' 'Ibn Hamdīs che abbiam già dato nel Cap. LIX, § 10, lettera d, pag. 358 segg. di questo volume, fino alla inserzione dell'emistichio « Che bell'usbergo, ecc. ». (2) 'Al Maqqarī, Op. cit., II, 416. Il baron De Schack ha narrato l'aneddoto e data una traduzione poetica de' versi, nella Poesie und Kunst, ediz. citata, II, 22.