Textus Originalis
dīah: e in seguito di ciò successe quella calamità. Oltre il decreto del Sommo Iddio, al quale non si resiste, e la sua volontà, alla quale non si può contrastare, le precipue cagioni di quella [sventura] furono che l'esercito del sultano si trovava lungi di 'Al Mahdīah; che i Rūm piombarono all'improvviso, quando non s'era fatto alcun preparamento contro di loro, né presa alcuna disposizione per resister loro; che l'universale dei cittadini mancava d'armi e di munizioni; che le mura erano basse e rovinate; che Tamīm non prestò fede alle notizie che gli venivano intorno i Cristiani; e che il [vero] reggitore e governatore della città, 'Ibn Mankūt (1), con grave errore, vietò [all'armata] di uscir ad affrontare il nemico in mare; onde [i Musulmani] gli lasciarono metter piede all'asciutto ». L'occupazione delle due 'Al Mahdīah (2) e lo strazio che ne menarono i nemici son fatti divulgati e notissimi. Ripiglia ('Abū 'as Salt): Allora Tamīm riparò nel suo castello chiamato Qasr 'al Mahdī (castello del Mahdī, primo califo fatemita) che era fortissimo; e vi rimase finch'egli stipolò la pace coi Cristiani, riscattandosi per mille dinar, che si doveano pagar loro, ed essi quindi dovean partire con tutto ciò che avean preso ai Musulmani. Incassato il danaro, sal-
Note a pie di pagina
1 (1) Il nome, sbagliato nel codice, si corregge con 'Ibn 'al ^Atīr, e col Baiān, Bibl., testo, p. 272, 370, nel secondo de' quali si legge Mankūr. Si vegga il nostro 1° vol., pag. 441, e questo II, pag. 32, 33.
2 (2) Così alcuni chiamarono le due città contigue, l'una però fortissima e l'altra aperta, separate da un piano largo un trar d'arco.