Textus Originalis
parono [portando via] le ricchezze, le donne e i figliuoli dei Musulmani. E continua 'Abū as Salt con dire che la compiuta descrizione di questo avvenimento fu dettata da 'Abū 'al Hasan 'ibn Muhammad 'al Haddād (il fabbro), in una lunga qasīdah, la quale incomincia con questi versi: « Che [la bella] ci comparisca in sogno o che la si asconda [non ci cale]: è intento a ben altro l'animo nostro » (1). « Hanno assalita la nostra patria i nemici, in tal numero, che [pareano nuvoli di] locuste o [brulicame di] vermicciuoli ». « Ventimila e la metà [per arrota] si raccolsero d'ogni banda; ahi trista accolta »! « Piombarono improvvisi sopra un pugno d'uomini, inesperti di guerra, ignari », « Usi a vita molle e spensierata: ma il Destino, no, non ha gli occhi languidi! » (2). « Destandosi dal sonno mattutino, si videro [di faccia] occhi torvi ed affilati brandi » (3).
Note a pie di pagina
1 (1) Letteralmente: « dinanzi le nostre palpebre è uno scopo che ci incalza ».
2 (2) Il professore Fleischer, che ha letto no, ma indovinato e composto da capo questo verso e il seguente co' bricioli di lettere lasciati per caso dai copisti e da me, ha proposto di correggere l'ultimo vocabolo, come si legge nelle Nuove Annot., pag. 33, ed ha soggiunto: « Un occhio quasi velato da lunghe e folte ciglia dà al viso un'impronta di dolcezza o di languore, e però i poeti ordinariamente danno occhi di questa fatta alle bellezze orientali. Il nostro poeta vuol dire: Ma il destino non ha di quegli occhi soavi e languidi che rivelano un'indole tenera e cedevole ».
3 (3) Per manco male accenno così ad un gioco di parole che non si può tradurre. Il vocabolo ^ayn « occhio » tra i suoi quarantasette o, secondo altri, cento significati, ha quelli di « spia » e di « jettatore ». Il sostantivo gafn vuol dire « palpebra » e « fodero di spada ». L'aggettivo rahīf « acuto » o « affilato » si dice più propriamente della spada. E però con un grande sbalzo di metafora si hanno le due versioni: « Occhi con palpebre [che lanciavano sguardi] fieri » e « Ribaldi che cingeano sciabole affilate ».