Textus Originalis
cogliere bensì, per [offrirle al] lettore, le più belle e squisite [frutta] di questa sorta, e lumeggiare agli [occhi] suoi i fatti più appropriati e più maravigliosi [di questa specie]; scansando quanto ho potuto que' [racconti] che [t'invitano] a gemere [come] la colomba, ed a lagrimare [come] la nube quando stilla. Perocché gli animi [nostri] s'accendon d'amore per le [azioni] grandi e maravigliose e cupidamente bramano [le sentenze] piacevoli e peregrine che adattansi a' casi giornalieri della vita (1). Esordisco, io pertanto coi ricordi del nostro Signore [Maometto] prescelto da Dio, ch'Egli lo benedica e gli dia pace, [dico del Profeta] il cui ricordo porta buon augurio, cui la Fede innalzò al sublime suo grado. Mi propongo di far correre in seguito la mia narrazione su quattro classi [di uomini illustri], ossia: I. Fronti (2) sublimi; II. Eletti che succedon loro; III. Spiriti nobili; IV. Ultime rime. La prima classe rammenterà dieci [soli] tra coloro che Iddio onorò della compagnia (3) del suo Apostolo; la seconda [abbraccerà] i figliuoli dei Compagni e d'altri [uomini venerabili]; la terza parecchi uomini celebri per pietà
Note a pie di pagina
1 (1) Letteralmente: « l'uso delle quali è vicino ». (2) Gurar, il cui singolare gurrah, secondo i dizionarii significa « centro della fronte, stella bianca in fronte d'un cavallo, ecc ». L'autore, nel Codice parigino della presente opera, Sup. ar., 678, fog. 44 verso, ne dà la seguente spiegazione: « I capelli fini della parte anteriore del capo che sovrastano al mezzo della fronte, ed anche quella parte di essa [fronte] che sporge tra le due nazatah (ossia le sinuosità calve tra il mezzo della fronte e le tempie) ». (3) Nel linguaggio dei tradizionisti « compagno » di Maometto, vuol dir contemporaneo, nel significato più esteso.