Textus Originalis

e famosi per devozione; la quarta parecchi principi dell'era dell'ignoranza (1), sian signori Arabi, o re Persiani. S'io avessi allentate le redini della lingua per [dir de'] corsieri di cotesto arringo, certo avrei piantate le tende nel bel mezzo di quello (2), e avrei riempiti parecchi volumi di cose notabili. Or io mi affido in Dio: sì ch'Egli ha buona cura [di que' che ha creati]. L'intermediario [tra Dio e gli uomini fu Maometto; egli] la gemma solitaria ed unica di che Iddio consolò Adamo; [egli] la elezione (3) [di Dio] dopo la morte di esso [Adamo]. Dice l'autore, ecc.

Note a pie di pagina

1 (1) Così i Musulmani chiamano il tempo preislamitico. (2) ^Asfār, singolare sifr (?), è aggettivo, che significa vuoto, ed applicato a casa, tenda, ecc., va tradotto « senza suppellettili ». Ognun vede che piantar le tende, qui significa non allontanarsi mai dall'argomento. Il sugo del bisticcio è di contrapporre 'asfār « tende » ad 'asfār « volumi ». (3) Safwah, sostantivo usato talvolta per eccellenza in vece dell'aggettivo « scelto, eletto » per designare Maometto.