Textus Originalis

CAPITOLO LXXXI. Dal Hayr 'al bišar bihayr 'al bašar (I migliori annunzi circa il migliore tra gli uomini), opera dello šayh e 'imām, il sapiente Huggat 'ad dīn Muhammad 'ibn 'abī Muhammad 'ibn Muhammad 'ibn Zafar, 'al Makkī (il Meccano) (1). In nome del Dio pietoso e benigno. Dice lo šayh, ecc. Lode al Dio che conferisce a' suoi fidi (2) grandezza e possanza e fa logorare i suoi nemici nell'abiezione e nella fiacchezza, ecc. Per venire all'argomento, io dico che Iddio, ch'Egli sia lodato, ha alcuni elettissimi servi, per mezzo de' quali egli ristora i diseredati della Terra (3): [elettissimi servi] i quali egli pone [a ministrare quaggiù] caritade oculata, larga beneficenza e generosità non mai stanca(4); [uomini] solleciti di liberar il prigione dal collare oltraggioso [che lo stringe]; di ristorare l'affranto dai

Note a pie di pagina

1 (1) Codice parigino, Sup. ar., 586: bella e corretta copia dell'anno 724 dell'egira (1324). (2) Il singolare del vocabolo che così traduco è walīy. Si vegga il Cap. LIX, § 8, a pag. 351 di questo volume. (3) Letteralmente: « orna di collane gli abitatori de' suoi paesi, quando ne son privi ». (4) Letteralmente: « generosità reiterata e [sempre] nuova ».