Textus Originalis
mali della povertà; di preservare il gentiluomo (1) dall'afflizione della decadenza, e di aiutar l'uomo illustre, sì ch'ei sostenga gli obblighi del suo stato. Or tra quegli [eletti] il più alto d'animo e di natali, il più soccorrevole in passato e nel presente è il mio fratello e protettore in Dio, l'illustrissimo sayh, l'autorevole capo, il sapiente, il dotto, lo egregio Safī 'ad dīn (Purità della religione) 'Abū 'ar Ridā 'Ahmad 'ibn Hibat 'Allah 'ibn 'Ahmad 'ibn ^Alī 'ibn Qurnās, che Iddio lo aiuti. Senza pari il suo zelo a prò del ceto de' dotti e della schiera degli eruditi, in [questo] tempo in cui i cieli [delle loro tende sono sì sdruciti che] lascian passare la luce (2); i loro nomi sono raschiati [da' ruoli delle pensioni]; ed essi aggravati di soprusi e di danni; oppressi di tante difficoltà che li distolgono da' loro [studi]. Ma costui è il promotore delle arti gentili, inteso ad abbassare i superbi ed esaltare gli oppressi: che Dio lo colmi di benefizii; faccia degno di lode ogni suo successo; allontani ogni macchia dalla sua gloria e lo guardi da ogni caso sinistro. Agevolissimo è a Dio tutto questo! Or quand'io mi rifuggii dagli estremi paesi occidentali nell'asilo del reame Nūdano (3), quello la cui grandezza fa tremar i cuori dei re in Levante e in Ponente; quello che già ricopre col polverio della distruzione i [territorii de'] suoi nemici, [conquistati] col valore e
Note a pie di pagina
1 (1) Wagīh, quasi letteralmente spectabilis, uomo notabile per posizione sociale, non solamente per nobiltà di prosapia. Cf. St. dei Mus., I, 148, 149; II, 10. (2) Bisticcio tra samā' « cieli » e 'asmā' « nomi ». (3) Cioè lo stato di Nūr 'ad dīn 'ibn Zankī, il celebre Norandino della seconda Crociata.